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Onda breve - numero 18

“Ho gridato di gioia per il Papa”

Felicissima vecchietta

 Ha qualcosa in più di 80 anni, piccola, capelli bianchi, volto sereno e occhi che sprizzano gioia. così ho visto Milagros la mattina del 14 marzo. Tutto d’un fiato mi dice: “Padre sono felicissima e ieri volevo correre in piazza a gridare a tutti  la mia gioia. Abbiamo un Papa, un Papa latino americano e soprattutto un Papa che si chiama Francesco, come il nostro San Francesco di Assisi!” Preciso, non é italiana, é peruviana e huaciana doc, ferventissima francescana laica da quando é nata e da anni immemorabili é presidente dei terziari francescani della parrocchia. “Che gioia, che gioia, padre!” ha ripetuto al consiglio pastorale una settimana dopo, sempre con la stessa luce negli occhi.

Per gli argentini é stato come e più di aver vinto  un mondiale di calcio, ma per tutta l’America Latina é stato un brivido di giubilo fresco, spontaneo, vero. Tutte le campane del Perù hanno suonato a lungo  all’apparire sugli schermi la fumata bianca alle 13.06 locali. Ci siamo fermati nella lunga ora di attesa e poi... Habemus Papam, Jorge Mario Bergoglio, uno dei nostri, con il suo sorriso che arriva dai confini del mondo, dove noi viviamo! Que  lindo, che bello!

C’é da fare un monumento ai mezzi di comunicazione moderni che ci fanno vivere nello stesso istante emozioni incredibili, mia sorella in Mozambico, io in Perú, amici in Sri Lanka, ecc. Mi rimane scolpito negli occhi quel minuto di silenzio quando il nuovo Papa é apparso sul balcone ed é rimasto rigido, impalato, con gli occhi fissi nel vuoto, pensando... che mi é successo, che fa tutta questa gente lì sotto, cosa dico loro... Poi ha mosso le braccia e ha sorriso, scatenando applausi nel mondo intero. E quel silenzio incredibile di preghiera... grazie Papa Francesco!

Finito il suo discorso mi ha telefonato emozionatissima un’alunna del corso di italiano. ”Padre, grazie, ho capito tutte le parole del Papa, parla italiano adagio, come noi, mi pare abbia fatto qualche errore, non ho aspettato la traduzione in spagnolo, adesso voglio studiare  di più la lingua del Papa, il Vescovo di Roma!”

 Sappiamo tutti che non era tra i favoriti, non é un milanese come anch’io speravo. Mi piace che abbia radici italiane, un emigrato come tanti qui in America, uno che ha fuso in sé le due culture, come rivela anche il suo accento con venature piemontesi nella sua parlata argentina.

 La Chiesa é viva, aveva concluso Papa Benedetto e continua a navigare amando Dio e i fratelli con questo Papa gesuita che sceglie Francesco d’Assisi, il poverello a piedi nudi in cerca sempre della “perfetta letizia”.

Camminiamo con Lui “in fratellanza, amore e fiducia gli uni negli altri”.

  La nostra campana di Papa Benedetto ha suonato a festa insieme alle altre sette, con tutte le  melodie del suoi repertorio computerizzato. Più di uno mi ha telefonato e non per lamentarsi del suono troppo forte e fastidioso, ma per il suono troppo debole, tanto da essere superato dal campanile della parrocchia vicina che ha solo gli altoparlanti! Chissà se un giorno avremo una campana più grossa e collocata più in alto con inciso nel bronzo il nome di Papa Francesco!

Giubilo in America

 

 

Il Papa del popolo

Aria di Settimana Santa

La via Crucis per le corsie degli Ospedali ci ha visto passare ben oltre le 14 stazioni, grazie alle varie richieste di soste in più. E’ Gesù e la Madonna Dolorosa che condividono la sofferenza di piccoli e grandi mentre moderni Cirenei e delicate Veroniche continuano a sostenere le fatiche dei malati, asciugando lacrime e sanando ferite sanguinanti. Un particolare mi ha colpito: sei nuovi crocefissi erano stati collocati nella zona emergenza, proprio appendendoli agli stessi chiodi rimasti vuoti per anni. Ideologie che cambiano e forza della fede che non si spegne.

la croce in ospedale

in corsia

 

Le prime due processioni hanno già percorso la città di Huacho. Tocca sempre alla Madonna delle sette spade aprire la danza religiosa, con la Mamma del cielo ad invitare tutti a soffrire e sperare con lei, sempre accanto a suo Figlio.

Dolce e forte

La Domenica delle Palme inizia alle sette  del mattino e non tramonta fino alla una di notte del lunedì. La processione qui é sempre il simbolo della presenza di Gesù oggi in mezzo a noi. La portantina é grande, c’é spazio anche per l’asinello con Gesù in cima, accompagnato da San Giovanni, mentre nascosto dentro un gigantesco ramo di palma si intravvede anche Zaccheo, basso di statura ma non di fede.  La benedizione delle palme mi vede quasi schiacciato dalla folla festante, mentre si alternano le varie confraternite a caricare a spalla l’immagine sacra con vestiti sgargianti nuovi di zecca. Alle nove entriamo in una Chiesa stracolma per la Messa con il Vescovo che fará la sua parte benedicendo altre centinaia di palme. Il cammino riprende verso altre zone della città per poi incontrarsi nella notte con la processione della Madonna Dolorosa in una festa di popolo senza lacrime. Verranno poi i giorni tristi della Passione.

incenso e preghiere

 

camminando con Lui

mare di palme

colori sgargianti

entrata in chiesa

Gesù, il somarello e Zaccheo

Riparte verso la città

Non dimenticare i poveri

Le parole del Papa Francesco già  trovano un terreno fecondo. Dalla Parrocchia di Cerro Maggiore è arrivato un aiuto sostanziale per sostenere progetti sociali, frutto di tante iniziative a ricordo di quel giovane prete che quasi cinquant’anni fa si muoveva tra i ragazzi di quell’oratorio. I primi beneficiati sono 80 adulti e 15 ragazzi che ora hanno un ambiente tutto rinnovato per il loro pranzo quotidiano e per i loro momenti di doposcuola. Proprio in questa Settimana Santa ci sarà la inaugurazione con il banchetto pasquale. Il buon esempio che viene da lontano ha già stimolato due famiglie locali ad aprire i loro occhi, il loro cuore e anche i loro borsellini per dare ogni mese il corrispondente di trenta euro, in modo discreto e silenzioso.

 

Tra i poveri metto anche le tre casette di paglia che stanno sfidando il deserto, cercando uno spazio “ per il futuro dei miei  figli”, parola di un padre.

Tra i poveri metto anche le quattro sorelle che sono venute giù dalle montagne delle Ande per farsi battezzare, perché lassù il sacerdote lo vedono sì e no una volta all’anno per la festa patronale. Con loro c’erano altri 23 adulti che hanno ricevuto la Cresima.

le quattro sorelle

Tra gli “ex poveri” metto una scuola in centro città che mi ha chiamato a benedire 35 computer con annessi e connessi che saranno in dotazione ad ogni aula dalla prima elementare alla quinta liceo. In quei momenti pensavo alle scuolette africane nella savana.                     

classi modernissime

E’ un articolo breve, soprattutto per fare giungere a tutti l’augurio di Buona Pasqua con quel Gesù che dimentica tutti i duri colpi della passione e risorge dicendo semplicemente: “Pace a voi”.

 

Buona Pasqua.

 Don Antonio Colombo

 Huacho 25 marzo 2013

 

mensa popolare

pittura fresca

casette nel deserto

Cristo è risorto. Alleluia

 

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